Quando comincio a immaginare la storia di un libro, penso quasi subito anche alla copertina. Sembrerà strano, ma ne ho già pronte alcune per romanzi che scriverò tra qualche anno. Realizzarle mi aiuta a immaginare il libro, a dare una forma visibile a una storia che per il momento esiste soltanto nella mia testa.
Con Atsuko, però, trovare quell’immagine ha richiesto molto tempo.
Il primo romanzo che scrissi, molti anni fa, si intitolava Il decimo segno – I maghi senshi.
Per la copertina decisi di scegliere Atsuko, la protagonista. Avevo già in mente il suo aspetto, ancora prima di descriverla nel romanzo, e cercavo un’immagine che corrispondesse a quello che immaginavo.
Passai ore sui siti di immagini stock, cercando un volto nel quale riconoscerla. All’epoca non avevo a disposizione gli strumenti di intelligenza artificiale che uso oggi e dovevo partire da ciò che riuscivo a trovare. Alla fine scelsi una ragazza realizzata in 3D che mi sembrò adatta, acquistai anche uno sfondo e montai insieme le immagini. Le colorai gli occhi di viola, così come li avevo immaginati, e quella diventò la mia prima Atsuko.
Da allora sono cambiate molte cose. Ho riscritto da capo quel libro e i tre successivi, perché non li sentivo più all’altezza di ciò che ero diventato come scrittore. Tornando sulle storie e sui personaggi, era cambiato anche il modo in cui guardavo quella copertina.
Più la osservavo, meno riuscivo a riconoscere Atsuko nella ragazza che avevo scelto. All’inizio mi era sembrata adatta, ma con il tempo la distanza tra quell’immagine e il personaggio che avevo in mente era diventata troppo evidente.
Ripresi a cercare sui siti di immagini stock e trovai un’altra figura. Mi sembrò migliore della precedente e pensai di aver finalmente risolto il problema, ma anche quella scelta finì per non convincermi. Avevo cambiato immagine senza trovare davvero lei.
Nel frattempo erano arrivati gli strumenti di intelligenza artificiale, che mi offrirono una possibilità diversa. Potevo provare a ottenere il personaggio che immaginavo, descrivendolo e lavorando sulle immagini generate, invece di cercare soltanto tra quelle già disponibili.
Non bastò una richiesta. Ci furono giorni di lavoro, ripensamenti e rifacimenti, durante i quali continuai a cercare una rappresentazione che mi convincesse, finché, un giorno, comparve finalmente l’Atsuko che avevo in mente.
È quella che oggi potete vedere sulla copertina di L’Ordine dei Senshi, il primo libro delle Cronache di Myoo. Dopo tante ricerche, potevo guardare quel volto e riconoscere la protagonista che avevo raccontato nelle mie pagine.