Come nasce un romanzo ambientato a Myoo

Ogni romanzo delle Cronache di Myoo nasce da un’idea da seguire. Racconto il mio modo di scrivere, tra intuizioni, sorprese e nuove scene che arricchiscono la storia.

Come nasce un romanzo delle Cronache di Myoo

Tutto è cominciato molti anni fa con una semplice scena nella mia testa. L’ho scritta senza immaginare quanto lontano mi avrebbe portato. Da quella pagina, dopo molte trasformazioni, è nato l’universo delle Cronache di Myoo. Ancora oggi, quando inizio una nuova storia, parto spesso da qualcosa di altrettanto piccolo.

Non ho mai avuto paura della pagina bianca. Le storie mi nascono in testa spontaneamente, a volte attraverso una scena, altre volte pensando a un personaggio o a qualcosa che potrebbe accadergli. Quando un’idea comincia a prendere forma, mi viene voglia di scriverla e scoprire dove mi porterà.

Non ho mai preparato una scaletta dettagliata prima di iniziare. Ho bisogno di entrare nella storia, seguire i personaggi e vedere cosa succede mentre scrivo. Una scena può suggerirmene un’altra, un dialogo può aprire una possibilità a cui non avevo pensato e un personaggio può acquistare più spazio di quanto avessi immaginato all’inizio. È una delle parti della scrittura che mi piacciono di più, perché mi permette di sorprendermi anche all’interno di un mondo che conosco bene.

Questo non significa che non sappia dove la storia mi porterà. Ho in testa la saga e ho già immaginato come proseguirà molti libri dopo quelli che ho scritto. Conosco avvenimenti e sviluppi che aspettano ancora di arrivare sulla pagina, ma tra ciò che immagino e il modo in cui finirò per raccontarlo rimane sempre spazio per nuove idee.

A volte butto giù un’idea nell’app Note, dove magari resta a sedimentare prima che la riprenda molto tempo dopo. Alcune idee diventano libri, altre racconti e altre ancora storie brevi.

Mentre lavoro, a volte mi capita di capire che qualcosa dovrebbe essere accaduto in un altro punto del romanzo. Spesso basta un piccolo intervento, altre volte quell’aggiunta cambia i collegamenti tra più parti del libro e mi porta a rivedere anche ciò che viene dopo.

Succede persino quando arrivo alla fine. Posso aver scritto l’ultima pagina e continuare a pensare a quei personaggi, finché mi viene in mente un episodio che vorrei raccontare o un passaggio che merita più spazio.

Per questo, mettere la parola fine alla prima stesura non significa aver terminato il romanzo, perché la storia continua a cambiare durante le riletture.

Con Myoo accade anche questo. Un personaggio incontrato per poche pagine può lasciarmi la curiosità di sapere di più sulla sua vita; un luogo può suggerirmi qualcosa del suo passato, oppure un avvenimento può farmi immaginare una storia ambientata molte Ere prima. È successo più volte che, lavorando a un libro, trovassi l’idea per un altro.

Non tutte queste idee diventano subito qualcosa da scrivere. Alcune restano ad aspettare, mentre mi occupo della storia che ho davanti. So però che sono lì e mi piace poterci tornare, ripensarle e scoprire se è arrivato il loro momento.

Quando comincio un romanzo delle Cronache di Myoo, quindi, conosco una parte del viaggio e sono curioso di scoprire il resto. Apro il documento e inizio a scrivere.