Come prese forma il mondo di Myoo

Quando iniziai a scrivere, Myoo aveva ancora molti aspetti da definire. Dalla prima mappa alle diverse Ere, racconto come il mio mondo abbia preso forma insieme alle storie, arricchendosi di luoghi, creature e regole.

Come nasce un romanzo delle Cronache di Myoo

Quando iniziai a scrivere il primo romanzo, non avevo ancora delineato completamente il mondo in cui si sarebbe svolta la storia. Myoo esisteva già nella mia immaginazione, ma in una forma embrionale, con molti aspetti ancora da definire. Conoscevo ciò che mi serviva per cominciare a raccontare, mentre il resto avrebbe preso forma durante la scrittura.

Aprii Illustrator e mi cimentai nella realizzazione della prima versione della mappa. Inventai i regni e le loro capitali, disegnai montagne e mari, cominciando a dare una posizione ai luoghi che avrei attraversato insieme ai personaggi. Vederli sulla mappa mi aiutava a immaginarli anche all’interno della storia, a capire dove si trovassero gli uni rispetto agli altri e quali territori li separassero.

Accanto alla geografia iniziai a definire le prime regole politiche. Dovevo capire come fossero governati quei territori, quali rapporti esistessero tra i regni e in quale modo le loro decisioni potessero influenzare gli avvenimenti del romanzo. Erano ancora le basi di un sistema che avrei sviluppato e precisato nel tempo.

Non avevo preparato tutto prima di scrivere. Il mondo cresceva insieme alla storia e ogni nuovo elemento mi portava a considerare qualcosa che fino ad allora era rimasto sullo sfondo. Un viaggio richiedeva di conoscere meglio un territorio, un incontro poteva suggerire un’usanza e l’impiego di una magia rendeva necessario stabilire cosa permettesse di fare e quali fossero i suoi limiti.

Con il tempo ho introdotto divinità e custodi della magia, sviluppato il sistema monetario e popolato Myoo di animali, insetti e piante propri di quel mondo. Anche questi elementi sono entrati a far parte della vita dei personaggi, che dovevano potersi muovere in un ambiente con una propria identità, nel quale ci fossero creature da incontrare, piante da riconoscere e monete da usare per pagare una stanza o acquistare qualcosa.

La magia ha richiesto la stessa attenzione. Più spazio acquistava nelle vicende, più diventava importante definirne il funzionamento. Le sue regole dovevano rimanere coerenti da un libro all’altro, anche quando la storia mi portava a esplorarne aspetti nuovi.

Lo sviluppo delle diverse Ere ha aggiunto un’altra dimensione a questo lavoro. Raccontare il passato di Myoo significa tornare alle origini di elementi che, nei romanzi ambientati più avanti nel tempo, esistono già. Un luogo, un oggetto o una scelta possono avere una storia molto più antica di quella che il lettore conosce, e scriverla mi permette di costruire collegamenti tra libri lontani nella cronologia.

Questo richiede di prestare attenzione anche a ciò che ho già raccontato. Una nuova idea deve trovare posto nel mondo senza contraddire quanto è accaduto prima. A volte amplia un particolare già presente, altre volte mi porta a tornare su un passaggio per renderlo coerente con ciò che sto sviluppando.

Nel tempo ho rifatto anche le mappe, realizzandone versioni diverse a seconda delle Ere. Una sola mappa non bastava più a rappresentare Myoo in ogni periodo della sua storia, perché i luoghi e l’organizzazione dei territori dovevano rispecchiare l’epoca in cui si svolgevano le vicende.

Quella prima versione di Myoo è diventata un mondo fantasy con le proprie religioni, un sistema politico definito e regole magiche precise. Non era tutto contenuto nella prima mappa e nemmeno nella mia testa quando ho iniziato. Molto è nato scrivendo, seguendo le necessità delle storie e la curiosità di conoscere meglio il mondo in cui le avevo ambientate.

Ancora oggi, quando immagino un nuovo romanzo o un racconto, può capitarmi di scoprire qualcosa di Myoo che non avevo ancora considerato. È una delle ragioni per cui continuo a tornarci volentieri, anche dopo tanti libri.