Il mio lavoro sull’impaginazione comincia già durante la scrittura. Normalmente scrivo un capitolo in Word e, appena l’ho terminato, lo impagino in InDesign. Questo mi permette di vedere subito quanto spazio occupa e di tenere sotto controllo la lunghezza del libro. Per i volumi delle Cronache di Myoo ho scelto una struttura di 304 pagine, quindi avere davanti l’impaginato mentre la storia cresce mi aiuta a capire quanto mi sto avvicinando a quella misura.
Quando arrivo alla fine del romanzo, faccio una prima rilettura completa direttamente in InDesign. È un passaggio durante il quale il testo può ancora cambiare parecchio. Non mi limito a correggere refusi o sistemare qualche frase, ma intervengo anche su interi pezzi, modificandoli o riscrivendoli quando sento che ne hanno bisogno.
Dopo questa prima lettura ricomincio dall’inizio, ma procedo un capitolo alla volta. Lo leggo nell’impaginato, ne ricopio il testo aggiornato in Word e lo ascolto attraverso la sintesi vocale.
Ascoltare le proprie parole è un’esperienza diversa dal leggerle. Una frase che sulla pagina sembrava scorrere bene può rivelarsi poco naturale quando viene pronunciata, mentre una ripetizione può diventare molto più evidente. La voce mi aiuta a prestare attenzione al ritmo e a cogliere passaggi sui quali, leggendo, potrei sorvolare.
È anche in questa fase che l’intelligenza artificiale mi è utile. La uso per cercare errori che potrebbero essermi sfuggiti e per evidenziare frasi che meritano di essere riviste. Valuto ogni segnalazione e decido se intervenire, mantenendo lo stile e il significato di ciò che ho scritto.
Durante questo lavoro apporto le correzioni sia al documento Word sia all’impaginato, in modo che le due versioni rimangano allineate. Quando ho finito di ascoltare e sistemare il capitolo, preparo direttamente il relativo file XHTML, che entrerà a far parte dell’ebook. Procedendo così, quando arrivo all’ultimo capitolo ho anche completato la versione digitale del romanzo.
A quel punto apro l’ebook in Kindle Previewer e ricomincio a leggerlo da lì. Il testo è lo stesso, ma cambia il modo in cui mi appare e questo mi offre un’altra occasione per controllarlo. Ogni correzione viene riportata anche nell’impaginato cartaceo, affinché il lavoro fatto su un’edizione migliori anche l’altra.
Durante questa lettura raccolgo inoltre i nomi da inserire nel vocabolario fonetico IPA. Nel mondo di Myoo ci sono molti nomi propri e termini inventati o stranieri la cui grafia non sempre rende evidente la pronuncia. Preparo queste indicazioni pensando anche a chi accede al testo attraverso strumenti di lettura vocale, perché possa ascoltare quei nomi nel modo corretto.
Segue un’ulteriore lettura sul Kindle vero e proprio. Voglio vedere il libro sul dispositivo con cui verrà letto e controllarlo anche in quella forma, annotando ciò che devo ancora modificare.
Dopo tutti questi passaggi, considero la revisione completata al novanta per cento. Potrebbe sembrare il momento di chiudere definitivamente il lavoro, ma preferisco lasciare ancora qualcosa in sospeso. Metto da parte il romanzo e comincio a scrivere quello successivo.
Torno sul testo soltanto mesi dopo, quando ho trascorso abbastanza tempo lontano da quelle pagine. Nel frattempo mi sono occupato di un’altra storia e posso riprendere in mano la precedente con la mente più libera dal lavoro fatto.
È questa distanza a rendere importante l’ultima rilettura. Dopo aver passato tanto tempo con un romanzo, ho bisogno anche di smettere di guardarlo prima di tornare a leggerlo per l’ultima volta.