Dietro le quinte – Il mio trucco per rileggere

Scrivere un romanzo richiede tempo, passione e una buona dose di riscrittura. Ma uno degli aspetti più importanti – e spesso sottovalutati – è la rilettura. Non quella silenziosa, fatta di occhi che scorrono le righe. Parlo della rilettura ad alta voce.
Quando rileggo un capitolo, lo faccio ascoltandolo. Uso una voce artificiale per sentire il mio testo come se fosse letto da qualcun altro. È un’abitudine che ho sviluppato nel tempo, e che oggi considero fondamentale.
Perché? Perché le orecchie non mentono.
Una frase che su carta può sembrare fluida, a voce rivela subito i suoi inciampi. Un ritmo troppo spezzato, una ripetizione nascosta, una parola di troppo… Tutti difetti che passano inosservati quando leggiamo con gli occhi, ma che saltano fuori immediatamente all’ascolto.
È così che ho affinato i dialoghi del mio romanzo. È così che ho tagliato righe inutili, limato periodi, dato voce ai personaggi. Scrivere è anche ascoltare, e per chi crea mondi e racconta storie, imparare ad ascoltare il proprio testo è un esercizio prezioso.
Non servono strumenti complicati. Bastano un paio di cuffie, un software di lettura vocale o un po’ di pazienza per leggere da soli. E ogni volta che finisco di ascoltare una scena, so con certezza se funziona davvero.

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