Nel mondo di Myoo, ci sono creature che sfidano la logica e perfino la magia. Tra tutte, poche incutono timore come il doshimaru.
Si racconta che nelle foreste più fitte, qualcosa si muova con passo pesante, tra muschi anneriti e rocce frantumate. Alcuni lo hanno chiamato spirito della foresta. Altri, semplicemente, non hanno fatto in tempo a dargli un nome. Ma chi lo conosce… lo chiama doshimaru.
Ha aspetto terrificante. Immaginate un colosso coperto da una pelliccia scura e irsuta, più alta di qualsiasi uomo. I suoi occhi rossi, incandescenti come brace, brillano anche nel buio più fitto. Le zanne, lunghe e affilate come lame, sporgono dalla mascella.
I suoi passi fanno tremare il terreno. Ogni suo ruggito è un avvertimento: qui nessuno è il benvenuto.
Il doshimaru è una creatura magica estremamente territoriale. Non attacca per fame, ma per istinto. Non tollera intrusioni, non mostra pietà e non si ferma mai.
Nonostante la loro natura solitaria, si racconta che i doshimaru formino piccole comunità nei territori boschivi, dove vivono in gruppi stabili e perfino in famiglie. Sono creature dotate di memoria e istinto tribale: se uno di loro viene ucciso, gli altri non dimenticano. La vendetta di un doshimaru può arrivare dopo giorni, settimane o persino mesi… ma quando arriva, è implacabile.
A differenza di molte altre creature del mondo di Myoo, non ha alcun legame con la magia… se non per la sua terribile particolarità: è immune a ogni incantesimo. Barriere, attacchi magici, sigilli: nulla sembra avere effetto su di lui. È come se la magia stessa rimbalzasse via dal suo corpo, impotente. Questo lo rende una minaccia letale, anche per i maghi, che si ritrovano privati della loro arma più potente.
Non ha nessun punto debole se non l’incontro con qualcosa di più grande e terrificante di lui: il gurenma.


