Kurai: l’ombra che non appartiene a questo mondo

Kazumori, un tempo un tranquillo villaggio ai margini dell’Impero di Myoo, oggi è solo un nome sussurrato con timore. Avvolto da nebbie, freddo e ghiaccio che nessuna stagione riesce a dissipare, è diventato la prigione silenziosa di una creatura evocata da un errore imperdonabile.
Il Kurai non è una creatura di questo mondo. Fu evocato anni prima da un gruppo di maghi oscuri provenienti da Jin, Rin e Retsu. In cerca di un’arma definitiva per rovesciare l’Imperatore Eien, infransero un sigillo antico e proibito, aprendo un varco su un’altra dimensione.
Ciò che ne emerse non poteva essere controllato: una presenza senza volto, senza voce, un’incarnazione primordiale di distruzione.
Non appena liberato, il Kurai divorò alcuni dei maghi che lo avevano evocato, assorbendone le anime. I superstiti, terrorizzati, compresero l’errore troppo tardi. Non potendo distruggerlo, compirono un secondo crimine: sacrificarono il villaggio di Kazumori. Alzarono barriere magiche per confinarlo, lasciando gli abitanti ignari in balia dell’orrore.
Gli abitanti iniziarono a scomparire nel nulla. Solo pochi riuscirono a fuggire. Le case si svuotarono. Le anime, risucchiate dalla creatura, rimasero intrappolate nel suo corpo. Il Kurai si nutriva del loro dolore.
Ora è un’ombra vivente che striscia tra le rovine. Non ha una forma definita: è una massa solida e nera, fatta di buio e odio. Non conosce pietà. Dentro di sé ripete ossessivamente un solo pensiero: uccidere, uccidere, uccidere.
Eppure, nonostante la sua fame, il Kurai non si mostra facilmente. Teme la luce, teme il fuoco. Attende, nell’oscurità, che qualcuno varchi i confini di Kazumori.
E se la nebbia inizia a muoversi… è già troppo tardi.

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